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La creazione del mondo




Quelli che seguirono furono secoli...


... di screzi e battibecchi fra Kayla e Dithis, Lìadan e Margos o Liyr e Keegan (il padre ancora non riusciva ad inquadrare la sua ambigua creatura). Dal canto loro, Hen, Farquar e Fearghal osservavano, ben attenti che l’equilibrio venisse sempre mantenuto. Ma un giorno, che comprese qualche decennio, Kayla e Dithis parevano essere più discordanti del solito; entrambe iniziarono ad attingere Esashtar dalle pozze di Magia per poi modellarle in fulmine, vento, acqua o fuoco e lanciarsele contro a vicenda. Era la prima volta che qualcuno che non fosse Liyr si permetteva di modellare l’Esashtar, e la lite fra le due divenne ormai furibonda. Preso dal suo battibecco con Keegan, il Padre non dette peso alla lite delle due; allo stesso modo né Margos né Lìadan si accorsero di nulla. La loro attenzione si spostò sulle due sorelle quando Dithis pescò da una pozza una quantità enorme di Esashtar per tramutarla in fuoco. Sentendo i pensieri della sorella, Kayla fece lo stesso, ma modellò acqua per annullare l’attacco a lei rivolto. I due elementi turbinarono, erano la più grande quantità di Esashtar mai modellata, e vennero lanciati. Nessuno avrebbe potuto prevedere cosa sarebbe successo, forse niente, o forse l’incolumità degli dei sarebbe stata compromessa. Dopo un veloce calcolo Fearghal balzò ad una pozza, né modellò una parte ed il suo pensiero la lanciò contro le due enormimasse ormai prossime all’impatto. Roccia. Fearghal aveva modellato della roccia. Dopo il bagliore generato dallo scontro dei tre elementi, i vari Dei si stropicciarono gli occhi arrossati dalla luce, e mano a mano che la vista ritornava videro davanti a loro una sorta di piccola costruzione. La struttura era alta all’incirca quanto l’addome dei giovani dei, naturalmente Liyr non faceva testo, essendo il Padre un gigante in confronto ai figli.
Tale struttura avrebbe ricordato ad un umano (se già ne fosse esistito qualcuno…) una tinozza di pietra, in quanto la parte superiore era appunto una conca di roccia nella quale l’acqua di Kayla permetteva di specchiarsi. La parte inferiore, su cui poggiava la struttura appena descritta, era identica, ma capovolta. Toccandone la pietra, gli dei potevano sentire il calore del fuoco di Dithis, racchiuso in essa.
Rispetto alle enormi quantità di acqua e fuoco generate dalle due sorelle, la costruzione era infinitamente piccola, dunque fu facile per gli dei capire quanto fosse immensamente pregna di magia.
La sorpresa di Liyr dinnanzi a quanto accadde era però inferiore alla rabbia per quanto le due figlie avevano fatto : solo lui, il padre, poteva attingere dall’Esashtar. La sua collera però si indebolì, egli era innamorato delle sue figlie, e non sarebbe mai riuscito a far loro
del male. Si limitò, una volta per tutte, a raccogliere e riunire in un'unica pozza, tutto l’Esashtar dell’universo; una volta riunito sarebbe stato più facile controllarlo, ed i figli non avrebbero più potuto prenderne da pozze sparse qua e là nei vari piani.
La nuova costruzione divenne il gingillo degli dei; era la prima “cosa” non creata dal padre e che non fosse uno di loro, e tutti passavano interi decenni a fissarla in attesa che succedesse qualcosa.
Il primo avvenimento ci fu pochi millenni dopo, evidentemente il calore nella parte inferiore aveva fatto fondere una piccola parte di pietra soprastante, la quale divenne una bolla che, sempre ancorata alla base, si allungò fino ad emergere dalla parte soprastante. Una volta a contatto con l’esterno la piccola bolla esplose, spandendo piccole gocce di pietra magica fusa tutt’intorno. Così nacque quello che sarebbe divenuto l’atollo di Nash-Nahàn, col suo vulcano centrale e le piccole isole circostanti.
Le divinità, sorprese dall’accadimento, parvero molto divertite, e di tanto in tanto qualcuno dava un colpetto alla struttura, sperando che qualche punto indebolito dal fuoco sottostante si staccasse per creare lo stesso effetto della prima isola. Ma evidentemente questa si era creata da un punto particolarmente debole, poiché tutte le volte che una bolla di pietra incandescente raggiungeva la superficie, l’acqua e l’aria, la facevano
raffreddare all’istante, dando vita ad isole senza vie d’uscita per il calore.
Quello a cui successivamente assistettero gli Dei fu la nascita della vita, evidentemente le condizioni climatiche ed atmosferiche sulle isole avevano interagito fra loro creando prima piccole ed amorfe creature, poi altre che si immergevano in mare ed altre che potevano volare, le vedevano attaccarsi fra loro, e ogni volta che una di queste soccombeva una piccola pagliuzza dorata volava dalle isole oltre il bordo della Terra e, fluttuando un po’ di fronte agli sguardi degli Dei, essa finiva per venir respirata da quel Dio la cui influenza era stata maggiore su quella che un tempo era stata una creatura vivente.
Le strane creature squamose divennero pennute, poi coriacee, poi anfibie, e altro ancora fino a che non raggiunsero uno stadio stabile in cui i loro corpi non erano coperti da peli ma da pellicce ricavate da altri animali, e per uccidersi usavano utensili piuttosto che le
nude zampe. Queste creature divennero, a detta degli dei, sempre più belle, ed il dualismo fra Kayla e Dithis tornò a manifestarsi. La prima decise di raccogliere alcune di queste creature e tenerle per sé, trasportandole tutte sull’isola più distante e al sicuro dalle altre, addolcendo i loro tratti e dando alla loro terra il colore dei suoi capelli. Dithis non volle sembrare da meno, ed anche lei raccolse alcune di queste creature. Come la sorella le mise su un isola tutta loro e protesse tale isola creando attorno e su di essa una cortina di neve e vento. Le
due razze rispecchiavano in pieno l’indole delle sorelle, entrambe bellissime, una oscura e l’altra splendente; drow ed elfi.
Ma la terra a disposizione dei drow ed il loro numero era molto maggiore rispetto a quello degli elfi, e Fearghal decise di equilibrare le cose, però non direttamente, ma modellando le creature originarie e creando piccole e massicce figure e ponendole sulla parte meridionale dell’isola drow. Nei giorni successivi, secoli per le creature della Terra, alcuni di questi Nani assimilarono le fattezze dei pensieri di Dithis, altri rimasero immutati, e altri, per mano di Liyr, vennero spostati su un'altra isola in cui sarebbero stati gli unici abitanti e dove si sarebbero chiamati Nani degli Scudi. Nel frattempo alcuni elfi della piccola dorata, si erano mossi sull’isola più vicina a loro e, alcuni stanziatisi nei boschi, altri sulle coste, diedero vita a due comunità distinte fra loro, ma sempre simili nei tratti originari. Anche Isil-Tavàr era nata. Keegan però era sempre pronto a disturbare i piani di chiunque e, appena per un istante non ebbe gli occhi addosso prese drow, duergar ed elfi e, ghignante come un bambino col
suo giocattolo da distruggere, infuse loro i suoi nefandi pensieri, poi notando che i fratelli stavano per accorgersi di quanto stava facendo, li gettò distrattamente sull’isola la quale Liyr aveva affidato ai suoi nani.
Inizialmente nessuno si accorse di nulla, ma pochi giorni dopo, quasi un millennio sulla Terra, molte pagliuzze dorate volavano al di fuori del grande bacile. Liyr parve stupefatto quando le pagliuzze si diressero in ugual misura verso di lui e verso Keegan. Per punire il figlio decise di non infierire sulle creature che, in fondo, non avevano nessuna colpa,
quindi prese gli sciami di orchi e goblin del figlio e li spostò sull’estremità settentrionale dell’isole, poi portò pollice ed indice al centro di questa e, stringendo, creò una strozzatura, sperando che impedisse alle creature di incontrarsi nuovamente. Keegan, sbuffando perse il suo interesse alla Terra, e tornò al suo vecchio tramare nascosto dall’ombra di Liyr.
Nel frattempo le creature originarie continuavano a mutare, passando inosservate agli occhi degli dei, tutti intenti a creare elfi, drow, duergar, nani, orchi e goblin…
Iniziarono a nascere comunità di lucertoloidi, di minotauri, di giganti, e altre strane creature, tutte nate dal sommarsi di diversi fattori : la facile plasmabilità delle creature originarie, l’ambiente in cui si sviluppavano, le creature “complete” che più gli erano vicine, ma, soprattutto, quale Dio in quel momento fosse appoggiato sul bordo del bacile ad osservare il piccolo, curioso, mondo.
Un giorno, stranamente, Hen e Fearghar stavano discutendo; non animatamente, ma già il fatto che non stessero a contemplare in silenzio qualcosa per più di uno o due giorni, risultava strano a Liyr. Egli allora decise di unirsi alla discussione, ed i due gli fecero notare quanto sulla Terra mancasse la presenza di creature non unicamente splendenti od
oscure. Il Padre ascoltò le loro argomentazioni e si convinse : prese una piccola parte di creature immaginarie ed iniziò a modellarle; forse troppo preso da suoi calcoli interiori su come dovessero essere quelle creature, il risultato non fu convincente, anche se, come gli fecero notare i due pazienti figli, gli esili gnomi generati non erano troppo lontani da quanto
loro avevano in mente. Per rimorso di coscienza in quanto per qualche istante delle sue creazioni non gli avevano procurato soddisfazione, Liyr donò loro grande ingegno, forse troppo, e ne collocò metà sull’isola dei drow e l’altra metà sul piccolo atollo vulcanico. In questo modo sentì di non aver mancato di rispetto ai piccoli umanoidi e, distribuendoli sentiva di aver soddisfatto il desiderio di equilibrio e giustizia dei due figli.
Ma il risultato non era ancora stato raggiunto; presa una nuova manciata di creature originarie, il padre ricominciò la sua opera, stavolta Fearghar gli era molto vicino, spiegandogli passo passo come riteneva che la carne dovesse essere modellata. Il risultato fu buono, ma Liyr poteva leggere nelle giovani auree di vita fra le sue mani, la grande influenza del neutralissimo figlio, ciò lo spiazzò leggermente, ma non fu insoddisfatto, e piazzo gli Halfling sulle piccole isole dell’atollo e sull’isola adiacente ad
esse, a sud ovest. Le creature originarie ormai iniziavano a diminuire di numero, esse ancora non avevano avviato una loro evoluzione, e la facile plasmabilità era un boccone troppo appetitoso per i figli, dunque Liyr decise una volta per tutte, di chiudere la questione. Era pur sempre il
padre, il creatore degli altri Dei ed un gigante rispetto a loro. Quel giorno li convocò tutti e fece porre ai figli le loro mani sul bordo del bacile di pietra; in quel momento costrinse loro a non far percepire pensieri ed emozioni alle creature sulla Terra. I figli, spaesati, fecero come il padre gli comandava; anche Margos e Keegan, solitamente ostili a Liyr, in quel
momento furono gelati dalla dimostrazione di forza e potenza del Padre.
Raccolta calma e concentrazione il gigante prese in ugual misura dai suoi figli un accenno della loro indole, animo ed emotività, vi aggiunse le sue, ed iniziò a modellare. Dopodiché dispose le sue creature nei punti rimasti liberi o occupabili sulla terra : l’isola abitata da nani ed orchi, quella angolare abitata solo da halfling, e quella ancora libera alla
sua estrema destra, posta fra Elfi del Sole e Drow. Con l’avvento degli umani e la fine di creature originarie tutti gli dei sentivano che per quel
momento il loro compito era terminato, il loro gingillo ora era abitato, e avrebbero finalmente potuto mettersi ad osservare i vari cambiamenti.
I giorni passavano e la terra si evolveva, i suoi popoli mutavano e si scontravano. Ma un giorno accadde un fatto sconcertante. Liyr fino a quel momento non ricordava che un tempo prima dei suoi figli aveva generato altre creature che, non soddisfacendolo, aveva
lanciato nei piani adiacenti. In tutto il tempo trascorso quelle creature si erano evolute, anche se, senza il potere del padre nel crescerle, non avevano raggiunto lo sviluppo degli altri 8 figli di Liyr.
Alcune di queste creature serbavano rancore verso il padre, poiché egli le aveva abbandonate lontano da lui, ed in qualche modo ricordavano Dithis, o Margos. Altre invece gli erano grate, poiché a loro modo di vedere il padre gli aveva regalato un intero piano tutto per loro, queste erano miti e quiete, se fossero cresciute col padre sarebbero state molto simili a Hen o Kayla.
Col tempo era accaduto che tali creature scoprirono dei poteri, uno dei quali era quello di generare altre creature, partendo da dei pezzi della loro essenza. Tali creature venivano usate come servitori ma, in un piano in cui ben poco c’è da fare, molte risultavano non proprio adatte così, percepita l’energia della terra e, avvicinandosi al piano di Liyr e dei
figli, molti scoprirono l’esistenza della Terra e alcuni di questi la videro come un buon modo per sbarazzarsi dei piccoli servitori.
Così spesso accadeva che gli dei, attorno al bacile ad osservare la Terra, vedessero una pagliuzza simile a quelle che salivano quando moriva un essere vivente; solo che in questi casi le pagliuzze scendevano sulla terra e prendevano delle sembianze simili a quelle umane, a differenza di qualche piccolo particolare fisico.









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Pubblicato su: 2007-03-13 (505 letture)

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