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Liyr, il padre degli Dei




Il giovane dio passò molto tempo a cercare...


...di capire quali fossero le sue capacità e qualile sue conoscenze, quando era stanco riposava aleggiando nel nulla e respirando la magia nebulizzata in piccole gocce che ancora non si erano rapprese, quando era assetato o affamato, affondava le mani a coppa in quello che un giorno sarebbe stato un nuovo Maelstrom e si nutriva con ciò che ne traeva. Ma l’eternità può venire a noia anche ad un dio, e Liyr iniziò a sentire il bisogno di qualche cambiamento. Egli era nato dalla magia di due piani, egli era magico e divino, dunque non avrebbe avuto problemi a giocare con l’Esashtar del suo piano. E cominciò. Prendendo un po’ di magia da qualche pozza fluttuante che ancora non si era aggregata al corpo centrale, iniziò a modellarla, ad imprimerci dentro le sue emozioni, i suoi sogni, le sue aspettative. A volte l’esperimento aveva lieto fine e Liyr sentiva la presenza di qualcun altro nel suo piano, altre volte i risultati erano orripilanti, ed il dio, spaventato, scagliava le creature che aveva fra le mani, in altre dimensioni.
Ma col passare del tempo le creature che si era tenuto vicino lo stancarono, erano ben diversi da lui, non riuscivano a comunicare, né Liyr riusciva ad impartirgli dei comandi. Dunque per evitare guai (era pure sempre il primo nato in quella dimensione!) prese una per una le piccole creature che aveva creato e le pose ciascuna in un piano diverso, voleva ne fossero custodi e guardiani, ma non seppe mai se loro l’avessero capito. Con milioni di anni di esperienza, ed il Maelstrom che non accennava a riformarsi, Liyr aveva a disposizione una quantità infinita di Esashtar e di tentativi per crearsi qualcuno che gli facesse compagnia. Per quanto gli dispiacesse per le creature a lui simpatiche, si stava rendendo conto che queste e quelle orripilanti, iniziavano ad essere un po’ troppe, anche se non aveva idea di quanti piani ancora poteva riempire. Così ogni volta che una sua creazione non lo appagava preferiva affogarla subito nelle pozze di Esashtar che
caratterizzavano il suo piano. Così decise di interrompere per diverso tempo la creazione di altri esseri, e di pensare nel frattempo a cosa dare a uno e all’altro. Attinse nuovamente ad una polla di magia, ed iniziò a modellare.
Quel giorno il dio era
reduce da decenni di concentrazione e calma per pensare a cosa creare, e la creatura che uscì dalle sue mani rispecchiava quel temperamento : mite, paziente e riflessiva; Hen.
Preso dall’euforia per come aveva dato vita ad Hen, Liyr decise di continuare subito, ed attingendo nuovamente alla polla magica, iniziò a dar forma ad una creatura solare, sorridente e forte come le mani che la stavano modellando. Quando il Padre aprì le mani, dentro vi era una creatura di luce dorata, indubbiamente bellissima rispetto a tutti i tentativi
dei secoli addietro. Hen si avvicinò al padre ed ammirò la nuova nata. Kayla.
Sempre più estasiato dal suo lavoro Liyr corse nuovamente ad una polla di Esashtar, ma stavolta non si accorse da dove attinse la magia. Si trattava della polla in cui negli ultimi millenni aveva affogato le creature che non voleva tenere con sé, creature che in quella polla vi erano morte, imprimendovi tutte le loro sensazioni e pensieri dell’ultimo atto di vita.
Ciò che ne scaturì, a prima vista fu qualcosa di bello quanto Kayla, ma la sua aura era nera, era negativa, infelice, sopraffatta dal rancore. Aveva preso quanto di più bello Liyr avesse visto in Kayla e quanto di più triste le vecchie creature pensavano mentre venivano annegate nella polla. Kayla si nascose dietro le spalle di Hen, questi fissava la nuova creatura, e guardando il Padre lo convinse con uno sguardo a non ucciderla. Anche Dithis era nata.
Liyr restava innamorato della sua bella figlia Kayla, e decise di continuare la sua opera di creazione, ma decise anche che Hen ebbe ragione quando gli impedì di uccidere Dithis. Il Padre scoprì un nuovo sentimento dall’aver risparmiato l’ultima figlia generata, la misericordia. Così si concentrò su questa sensazione e, stando bene attento da dove
attingeva l’Esashtar, iniziò a modellare. La creatura che ne scaturì si inchinò di fronte ai presenti, ne lesse le auree, sorrise ad Hen e Kayla e si avviò da Dithis, cercando di consolarla per l’emarginazione che gli altri due fratelli le offrivano. Compassionevole e misericordioso, nacque Farqar. Liyr decise di riposare, di attendere pochi decenni per ricominciare il suo operato, e nel frattempo osservava i suoi figli. Un giorno giocherellava con una piccola massa di Esashtar prelevata da una polla; nel frattempo osservava le sue due figlie, Kayla e Dithis,
così belle, così diverse. Sulle prime neanche si accorso che le sue mani lavoravano su quel pensiero e, meravigliato, osservò la creatura che teneva fra le mani. Quando la sua visuale comprendeva il nuovo venuto e Kayla, il primo si opacizzava, scurendo leggermente la luce proveniente dalla prima figlia. Quando il Padre spostava la mano e la sua visuale comprendeva il nuovo venuto e Dithis, ecco che il primo iniziava ad irradiare un leggero bagliore, privando la sorella di un po’ della sua oscurità. Hen dal canto suo continuava ad annuire fra sé e sé, d’innanzi a questo portatore di equilibrio. Anche Fearghal scese dal palmo della mano del padre e si incamminò verso i fratelli.
Compiaciuto del suo lavoro, Liyr prese dell’altro Esashtar ma rimase perplesso a fissarlo fra le mani. Stavolta non sapeva che pensieri infondergli, credeva che i suoi figli avessero già tutto, ma sentiva che questa creatura doveva esistere. Guardò le sue creature, e
qualcosa non gli piacque, sembrava che fra loro fossero divise, se non fosse stato per il povero Farqar che andava dagli uni e dagli altri, sempre cercando di dar supporto in qualche modo. Al Padre parve che non ci fosse equilibrio, e svogliato, senza un’idea ben chiara, iniziò a modellare l’essenza magica fra le sue mani.
Quando guardò la sua opera, Liyr restò spiazzato, qualcosa sembrava scivolare via dalle sue mani, ma scivolava di propria iniziativa. Guardando ai suoi piedi, il vecchio Dio vide una nera pozza mutare forma in qualcosa di indefinito e riprovevole; ed il suo primo
pensiero fu di sollevare un piede per schiacciare l’orribile creatura. Ma no, esitò e abbandonò l’idea, quella ‘cosa’ era un suo figlio come gli altri, anche se a differenza degli altri sembrava non esistere o mutare ad ogni sguardo. Anche Keegan era nato.
I secoli passavano, e nel frattempo Liyr decise di attendere prima di generare un altro figlio, a causa della sua ultima creazione, Keegan, che certamente non gli infondeva gran fiducia. Durante un sonno di numerose stagioni, il Padre riposava poco tranquillo, non sapendo a chi o cosa dar vita e quali pensieri infondergli. Vedendo il sonno agitato del Padre, Dithis gli si accostò e cercò di calmarlo, offrendogli pensieri carichi di tristi melodie e rancore; infondo la figlia restava colei che veniva
allontanata da tutti i fratelli.
Al suo risveglio Liyr, senza pensarci su, corse ad una pozza di Esashtar ed iniziò a modellare un po’ di magia. Quello che ne venne fuori fu, sulle prime, una conquista per il Padre : una creatura bellissima a vedersi, che quando si muoveva generava dolci melodie e smuoveva soavi fragranze. Ma il Padre, che tutto poteva vedere, lesse nella sua aura qualcosa di nero, di corrotto; e gli bastò vedere il sorriso compiaciuto di Dithis per capire che in qualche modo Liadan, era stata anche opera sua.
Qualcosa di simile avvertirono gli altri fratelli, poiché dopo l’arrivo di Liadan, quasi tutti iniziarono ad opporsi sempre più spesso, in maniera aggressiva, nei confronti di Dithis, l’unica che cullava e coccolava l’ultima nata. L’equilibrio iniziava a spostarsi, impercettibilmente, e Liyr comprese che mancava un ultimo elemento per far si che i piatti della bilancia si equiparassero nuovamente. Serviva qualcuno che badasse a Dithis, ma non uguale a lei, più coscienzioso e meno irruento. Inoltre avrebbe dovuto avere il carattere forte di Kayla.
Ed infatti, Margos fu l’ultimo nato nella famiglia degli dei, bello al pari di Kayla, riflessivo quasi quanto Hen e pianificatore come Dithis. L’equilibrio era stato raggiunto.









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Pubblicato su: 2007-03-13 (510 letture)

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